Sabato 18 maggio, ore 9.30 – 12 

Animato da Consorzio Abele Lavoro, CNCA, Idee in Rete

Da un anno e mezzo 120 organizzazioni lavorano insieme con l’obiettivo di rilanciare l’inserimento lavorativo. Il primo frutto di questo impegno è un Manifesto, punto di partenza per definire proposte concrete; questo spazio di lavoro rappresenta dunque la continuazione del percorso intrapreso. A Taranto in particolare saranno due i punti in discussione: 1) come sviluppare, accanto all’attività di impresa, anche una funzione formativa riconosciutae 2) come avere un ruolo nella reintegrazione sociale e lavorativa di persone inserite in percorsi di condizionalità (es. Reddito di cittadinanza)

PROGRAMMA

Quella di Taranto è la seconda tappa di un percorso iniziato a Milano, quando i sottoscrittori del Manifesto si sono ritrovati il 21 febbraio 2019 per cercare di trasformare le direzioni di lavoro in proposte. Dalla discussione di Milano sono emersi alcuni punti da approfondire, Sarà un lavoro articolato, che dovrà portarci, almeno per alcuni di questi ad un esito concreto: una proposta di legge, una sperimentazione in un territorio, un protocollo di intesa con altri attori, ecc.). Questi i punti emersi a Milano:

  1. Dare una definizione normativa dell’impresa formativa e dell’impresa di transizione secondo l’esempio di altri Paesi europei, assicurando altresì un’adeguata remunerazione della funzione formative.
  2. Definire un sistema nazionale di certificazione delle competenze acquisite nelle imprese sociali dalle persone vulnerabili, così favorendo sia la loro spendibilità nel mercato che lavoro e rafforzando consapevolezza e autostima.
  3. Individuare profilo e percorso formativo dell’operatore dell’inserimento lavorativo.
  4. Definire un quadro normativo che attribuisca all’impresa sociale un ruolo nella gestione dei percorsi di condizionalità organizzando attività di utilità sociale in cui inserire persone fragili.
  5. Modificare gli strumenti dell’art.14 e dell’art. 12bis per renderli operativi su tutto il territorio nazionale.
  6. Rivedere le categorie di svantaggio della 381/1991 adeguandole all’evoluzione delle forme di svantaggio.
  7. Raccogliere e diffondere esperienze in cui le cooperative favoriscono la partecipazione attiva dei cittadini per rendere il proprio territorio luogo vivibile e inclusivo.
  8. Inquadrare in modo chiaro e tutelante per tutti l’ergoterapia nei contesti dove persone in cura o in trattamento terapeutico possano dare attraverso un’attività di avvicinamento al lavoro un senso alla propria giornata.

A Taranto lavoreremo per approfondire alcuni di questi temi e in particolare:

  • L’impresa formativa (punti 1 e 2)
  • I lavori di comunità connessi ai percorsi di condizionalità (punto 4)

Accanto a ciò, Taranto sarà un’occasione per interrogarci su come dare forma alla rete nata con la sottoscrizione del Manifesto: è necessario superare una fase in cui questo lavoro è curato dai tre promotori iniziali e costruire meccanismi aperti di governance e di responsabilità su questa impresa comune.

Quindi, in sintesi, a Taranto si lavorerà su due punti:

1) Governance del manifesto

  • Scegliere quali tra le proposte prima elencate vogliamo (e siamo in condizioni di) portare avanti
  • Dovremo esprimere un consenso ampio per sostenerle
  • Dovremo individuare le persone e risorse economiche per rendere sostenibile lo sviluppo delle proposte

2) Esame di proposte già con una buona fase di elaborazione 

  • L’impresa formativa (punti 1 e 2)
  • I lavori di comunità connessi ai percorsi di condizionalità (punto 4)