Si è connotata più che mai come l’edizione delle persone, quella di Terra Madre Salone del Gusto che nei giorni scorsi ha chiuso i battenti al Lingotto di Torino con migliaia di presenze provenienti da oltre 150 Paesi. Un appuntamento, organizzato da Slow food in collaborazione con la Città di Torino, la Regione Piemonte e molti altri partner, che ancora una volta ha restituito una visione del cibo come cultura, occasione di crescita e libertà, di garanzia di buona salute durante il quale Biennale si è potuta raccontare nel suo stile e nei suoi temi.

Il dibattito sullo Spreco Alimentare

Con il contributo di George Tabacchi, co-direttore dell’edizione 2019, che ha preso parte al dibattito sullo Spreco Alimentare insieme a Carlo Petrini, Francesco Profumo e molti altri relatori, Biennale ha descritto il suo rapporto con il cibo e i suoi progetti per l’edizione “più a sud”, quella che dal 16 al 19 maggio verrà ospitata dalla città di Taranto.

Un legame, quello tra Biennale e il Cibo, che sin dalla prima edizione si è manifestato con la cena di strada organizzata dalle donne di Genova nei carruggi e poi a Bologna, dove Cucine Popolari e Comunità islamica hanno collaborato con la Biennale per offrire un’esperienza di socialità e multiculturalità.

Sono state due lunghe tavolate fatta non solo di “cibo per tutti” ma di dialogo, condivisione, spezie provenienti dal mondo, sapori lontani e piatti della più tipica tradizione del territorio che ospitava la Biennale, tutti insieme e tutti capaci di avvicinare le persone, in stile Biennale e in ottica di Prossimità.

Ma Biennale e cibo significa anche proposte, esperienze e progetti di prossimità per contrastare la povertà alimentare; azioni quotidiane che reti informali e organizzazioni complesse compiono quotidianamente,  che sono state raccontate nel 2017 a Bologna e saranno certamene tra i temi più discussi e raccontati anche a Taranto. E non a caso, durante il simbolico passaggio di consegne tra l’edizione di Genova e quella di Bologna, l’allora assessore genovese Fracassi ricordava, tra le sensibilità portate dalla Biennale nella sua città, la nascita del progetto RICIBO contro lo spreco alimentare.

“Portare la Biennale a Terra Madre – ha spiegato George Tabacchi – ha significato non solo poter raccontare il processo che porta all’evento e che dura nei due anni successivi, ma soprattutto sottolineare come quello della povertà alimentare, della valorizzazione dei territori, delle interconnessioni culturali, siano quesiti comuni ai quali si può scegliere di dar risposta attraverso nuove forme di vicinanza che possono essere conosciute, diffuse e scambiate all’interno di un prodotto collettivo come la Biennale”.

Affinché l’aiuto non si trasformi in assistenza, è necessario porre attenzione alle forme del donare. La lotta allo spreco alimentare ha bisogno di un eco-sistema costituito da una pluralità di attori e connessioni, policy e strumenti incentivanti, analisi e forme organizzative per sfruttare appieno le potenzialità dei luoghi che creano eccedenze. La partecipazione della comunità prevede l’attivazione di reti di prossimità, capaci di intercettare i bisogni e le risorse locali, per costruire risposte personalizzate e riportare l’aiuto nella dimensione del quotidiano, dentro una relazione di scambio.

Georges